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Isolamento acustico del pavimento

La signora del piano di sopra indossa i tacchi 24 ore su 24? Il bambino gioca insistentemente al piccolo carpentiere sul pavimento? O semplicemente la TV alta è una cosa che non vi fa dormire? Allora dovete assolutamente pensare all’isolamento acustico del pavimento per ridurre il calpestio e migliorare il comfort abitativo.

La normativa vuole che la soglia massima di rumore da calpestio sia di 64 decibel, ma vi assicuro che in molti casi 64 dB sono veramente mal tollerati. Si deve quindi procedere all’isolamento del solaio con l’ausilio di materiali appositi e la costruzione di quello che è chiamato pavimento galleggiante. Il pavimento galleggiante è composto da uno strato di cemento o malta cementizia, un materassino isolante e un nuovo strato di malta su cui poi sarà posato il pavimento vero e proprio.
Il materassino può essere inserito anche nei casi in cui l’abitazione sia riscaldata con serpentine a pavimento, semplicemente si deve avere l’accortezza di installarlo sotto le serpentine stesse.

Certo è che questo è fattibile per pavimentazioni di nuova installazione, ma se siamo in fase di ristrutturazione? Semplicissimo. Il tecnico competente sceglierà tra i tanti materiali in commercio, il materassino fonoisolante più adatto alle esigenze di quella particolare abitazione, passerà poi alla progettazione del nuovo pavimento semplicemente inserendo il materassino subito sopra il pavimento esistetene e creando uno strato di malta dove posare le nuove piastrelle. In questo modo il pavimento sarà alzato di qualche centimetro, massimo 4, ma il rumore da calpestio sarà di molto attenuato.

Per evitare ponti acustici è bene che le pareti confinanti con il pavimento siano trattate con materiali isolanti soprattutto nei punti in cui si collegano direttamente con il pavimento stesso.

 

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Isolamento acustico pareti divisorie

Non tutti sono educati a questo mondo e così capita che il vicino di casa voglia vedere la TV fino alle 3 del mattino, o che il giovane dell’interno B adori il calcio e inviti ogni settimana una squadra di amici per la partita. O ancora che la signora che ha la cucina proprio confinante con la vostra camera da letto, si diletti a cucinare a tutte le ore del giorno e della notte, usando frullatori e tegami come non ci fosse un domani. Per tutte queste persone “fortunate” diventa necessario l’isolamento acustico delle pareti divisorie.

Come procedere?

Prima di tutto dovrete chiamare un tecnico competente il quale provvederà a fare un sopralluogo per valutare l’entità del rumore e quindi la tipologia di intervento da effettuare. La legge vuole che il massimo rumore in decibel tra pareti divisorie sia 50 decibel. Ogni valore superiore è punibile. Certo è che 50dB non sono pochi e possono dare fastidio, quindi sono molti gli interventi che si effettuano al di sotto di questa soglia.

Isolamento acustico pareti divisorie: materiali adatti

Il rumore tra pareti adiacenti si propaga in modi diversi: una parte viene riflessa dalla parete, una parte viene assorbita e una parte attraversa la parete stessa. Di conseguenza abbiamo bisogno di scegliere tra 2 tipi di materiali: fonoassorbente e fonoisolante.

Tra i fonoassorbenti ricordiamo il sughero, la lana di roccia, materiali sintetici e materiali in granuli espansi. Si tratta in ogni caso di materiali capaci di assorbire le onde sonore ma non permettono di isolare la stanza completamente perché assorbono le onde, ma non isolano (un po’ di rumore passa comunque).
I materiali fonoisolanti invece non si lasciano attraversare e riflettono le onde sonore. Per parlare di isolamento acustico vero e proprio sarebbe bene utilizzare la giusta combinazione di entrambi i materiali.

Per creare isolamento tra due pareti divisorie si procede con la creazione di un muro di cartongesso distante dal muro originale qualche centimetro in modo che si formi un’intercapedine tra i due muri nella quale inserire materiale fonoassorbente. La grandezza dell’intercapedine viene calcolata dal progettista in base a determinati fattori. Molto spesso nel cartongesso possiamo trovare anche particelle di materiale fonoisolante per moltiplicare gli effetti positivi dell’intervento.

Per avere il massimo beneficio bisognerebbe effettuare questa operazione su ambo le facciate.

 

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Inquinamento acustico tra le mura di casa

Purtroppo molti di voi conosceranno bene il problema: abitate in un condominio in città, proprio vicino a un semaforo o a un supermercato o ancora ad una scuola e il vostro comfort abitativo è messo a dura prova dal traffico, dal vicino maleducato, dal portone che sbatte come se non ci fosse un domani, e ancora dall’ascensore o dai bambini del piano di sopra. Insomma, l’inquinamento acustico tra le mura di casa non è roba da poco, ne sconosciuta… come rimediare?

Possiamo dire che in linea di massima esistono due tipi di inquinamento acustico in casa: quello dato dalla zona di abitazione, quindi il rumore che può derivare da traffico, dalla presenza di un ferrovia o di un supermercato o ancora di locali pubblici. L’altro tipo di inquinamento acustico è quello dovuto al calpestio ed è detto inquinamento acustico interno. Per salvaguardarsi dal primo tipo solitamente si procede lavorando sulle pareti e sull’isolamento degli infissi (come già trattato in questo articolo), mentre per salvaguardarsi da quello interno ci possiamo riferire al decreto Dpcm 5/12/1997 che stabilisce i requisiti acustici passivi degli edifici. Secondo questa legge sia le solette che le pareti verticali devono essere isolate in modo da limitare la trasmissione del rumore (sia aerei che da calpestio o di funzione-elettrodomestici ecc..).

E quando ci troviamo di fronte all’acquisto di una nuova casa?

Per salvaguardarsi dall’inquinamento acustico esterno è bene recarsi in zona in orari diversi del giorno in modo da valutare bene gli eventuali rumori. Probabilmente l’agente immobiliare o il venditore, fisseranno appuntamenti in orari più tranquilli: salvaguardatevi facendo un giro in solitaria in orario diverso, per capire a quanto traffico e rumore è soggetta la zona.

Per quanto riguarda i rumori interni il venditore può fornire un documento che attesti il rispetto dei requisiti passivi acustici dell’edificio. Il problema si presenta quando l’immobile risale al trentennio 1960/1990, anni in cui non era prevista dalla legge attenzione all’inquinamento acustico.

 

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Isolamento acustico: metodi fai da te

L’isolamento acustico di un edificio si ottiene usando materiali fonoassorbenti o fono-isolanti alle pareti, spesso sotto forma di pannelli da installare nelle pareti interne all’abitazione. Non sempre di pannelli però si tratta: abbiamo parlato non tropo tempo fa, infatti, anche della tecnica dell’insufflaggio, tecnica che però non può essere eseguita da soli, ma ha necessità dell’ausilio di un tecnico e di attrezzature specializzate.

La soluzione più economica e forse tra le più semplici da eseguire autonomamente è quella di creare delle contro-pareti in cartongesso avendo l’accortezza di riempire l’intercapedine con pannelli di lana di roccia o sughero, materiali fonoassorbenti che non solo assorbono le onde sonore, ma ne limitano la propagazione.

Un altro metodo semplice e poco costoso consiste nel rivestire le pareti con mattonelle di lana di legno. Si tratta di materiale ecologico disponibile in diversi spessori di facile installazione, solitamente usato per isolare cantine e soffitte, perché, essendo brutto da vedere, può essere usato così com’è. In altri luoghi sarebbe invece necessario rivestirlo con cartongesso, facendo aumentare il costo di realizzazione.

Ma non solo le pareti necessitano di essere isolate: spesso anche le finestre hanno bisogno di qualche piccola opera per rendere migliore l’isolamento acustico dell’edificio, soprattutto se si abita vicino a strade trafficate. Prima di tutto assicuratevi di avere installato finestre con doppi o ancor meglio tripli vetri. Spesso succede infatti che le finestre siano di buona qualità, ma ci siano semplicemente dei piccoli errori di installazione da correggere. A tal proposito il primo consiglio fai da te che possiamo darvi è quello di rivestire con del semplice silicone tutte le micro-fessure che sono tra vetro e legno (o comunque tra vetro e struttura a telaio dell’infisso stesso), che potrebbero non essere chiuse bene e quindi far passare rumori molesti.

Attenzione comunque ai metodi fai da te: sono consigliabili solo per piccole porzioni di casa (una piccola stanza, il retro di un mobile, o comunque zone dove l’impatto estetico non è fondamentale), visto anche i costi che dovrete sostenere per il materiale. E ricordate: a ognuno il suo mestiere.

 

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Isolamento acustico e materiali Bio

Abbiamo già parlato di alcuni materiali biocompatibili perfetti per isolare casa, ma come vi avevamo promesso, abbiamo deciso di dedicare un secondo appuntamento a questa questione, interessante quanto attuale.

Oltre quindi a Canapa, fieno e lino non possiamo non ricordare il legno, il sughero, la lana di pecora e la cellulosa. Osserviamo questi materiali nel dettaglio.

Isolare casa con materiali biocompatibili: il legno

siamo di fronte a quello che può essere definito il materiale ecologico per eccellenza, il legno è infatti traspirante, riciclabile, ha alta resistenza meccanica, trattiene il calore garantendo un certo valore di coibenza termica, e tanti altri vantaggi tra cui ricordiamo certamente la bellezza estetica e la leggerezza. Non possiamo non sottolineare anche le proprietà antisismiche del legno: questo materiale ha la capacità di dissipare il carico delle azioni sismiche grazie alla proprietà di distribuire le sollecitazioni in tutte le direzioni.

Isolamento acustico con il sughero

Le proprietà fonoassorbenti del sughero sono note dalla notte dei tempi… magari non da così tanto tempo, ma certamente da qualche secolo. Non solo ha proprietà che isolano dalle onde sonore, il sughero è anche capace di accumulare calore soprattutto se usato in pannelli incollati sulle pareti. Si tratta di un materiale ecologico e anche sano perché è completamente inattaccabile da funghi e muffe varie e viene prodotto senza troppo spreco di energie.

Lana di pecora

Come ultimo materiale del girono vogliamo parlarvi della Lana di pecora. Sì, proprio la classica lana ovina. Solitamente viene usata come feltro isolante, sottoforma di tappetini da usare tra travi portanti e pareti interne e soprattutto viene usato per le costruzioni di legno perché assorbe l’umidità.

E voi conoscete altri materiali biocompatibili utili per l’isolamento? Fatecelo sapere nei commenti!

 

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Classificazione acustica degli edifici: cosa dice la normativa

Quello della classificazione acustica è un sistema di valutazione della qualità degli edifici sotto il profilo della protezione dal rumore. L’esigenza di stabilire dei valori misurabili nasce sia dal già presente certificato energetico (con relativi classi e prestazioni) che dalla classe energetica degli elettrodomestici. Sulla scia di questi si è costruita una classificazione  univoca e ben comprensibile dagli acquirenti. Allo stesso tempo però si è strutturata in modo tale che stimoli architetti e progettisti a tener conto dell’aspetto del rumore migliorando progetti e idee costruttive in modo tale che questo parametro diventi sempre più importante. Con la norma UNI 11367 del 2010 vengono definite le caratteristiche acustiche degli edifici con destinazione residenziale o comunque diversa da quella industriale, artigianale o agricola.

Questa norma si basa su tre fattori fondamentali:

  • misurare i risultati al termine dell’opera
  • classificare gli edifici
  • fornire una valutazione univoca

In particolare per il secondo punto (classificare degli edifici) ci si basa sui calcoli effettuati su pareti, facciate, solai, impianti. Grazie a queste misurazioni si arriva a una suddivisione degli edifici in 4 classi:

  • I ottima
  • II Buona
  • III di Base
  • IV Modesta

La classe I è la migliore, cioè la più silenziosa, e di classe in classe aumenta la soglia di rumore fino ad arrivare alla IV che è la più rumorosa. Queste classi vengono attribuite a seguito di una valutazione che tiene conto dei livelli sonori delle singole unità abitative (se siamo in un condominio, viene calcolata di ogni singolo appartamento e non come palazzo).

Al cliente finale verrà fornita sia la valutazione complessiva dell’edificio che le valutazioni di ogni singolo requisito (come dicevamo si prendono in considerazione pareti, facciate, solai, impianti separatamente al fine poi di fornire un dato oggettivo e univoco).

La norma UNI 11367 viene poi integrata con la 11444 che regolarizza invece i sistemi edilizi non seriali cioè con unità immobiliari che hanno elementi tecnici variabili da un edificio all’altro.

 

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Isolamento acustico e benessere: l’importanza degli infissi

L’isolamento acustico è uno dei principali comfort richiesti soprattutto da chi abita in città perché permette di vivere al meglio l’abitazione, sia durante il giorno che nella notte. L’organizzazione mondiale della sanità ha definito alcune soglie del rumore da non superare per avere un buon comfort acustico: il rumore non dovrebbe superare i 50 decibel durante la giornata e i 42 nella notte (per favorire il sonno). È scientificamente provato infatti che riposare male (anche a causa del rumore) può portare a gravi patologie nel corso del tempo.

Per isolare acusticamente un edificio sono molte le accortezze che gli architetti tengono in considerazione in fase di progettazione tra cui la scelta degli infissi. Infatti sono proprio porte e finestre le principali fonti di ingresso del rumore esterno, e quindi scegliere un infisso antirumore porta diversi benefici da questo punto di vista (in sostanza riduce l’inquinamento acustico).

Isolamento acustico: come funzionano le finestre anti-rumore

La forza isolante degli infissi antirumore è in buona parte nella scelta del vetro: solitamente infatti questo tipo di finestre sono composte da un vetro stratificato costituito da una lastra di materiale isolante racchiusa tra due lastre di vetro che permette di ammortizzare i rumori e contrastare il passaggio dei suoni ad alta frequenza. Il materiale isolante in questione può essere di due tipi diversi: assorbente, cioè che assorbe letteralmente i rumori attenuando le onde sonore, oppure fono isolante, cioè che respinge le onde sonore isolando la struttura. In linea generale possiamo dire che un buon infisso antirumore dovrebbe contenere ambo le tipologie di materiali per garantire un isolamento acustico che può raggiungere l’80%.

Non di solo vetro però è composta la finestra: infatti particolare attenzione va posta anche alle guarnizioni e al materiale dello scheletro (cioè della struttura portante) che può essere scelto tra legno, alluminio o pvc. Tutte queste accortezze non devono essere vanificate dall’installazione: il montaggio deve quindi essere studiato nel dettaglio in modo che si elimini il ponte acustico tra muro e finestra, per tanto deve essere eseguito da personale qualificato. Solitamente si utilizzano appositi sigillanti e si tende a creare ostacoli fisici al rumore, limitandone l’ingresso.

I migliori infissi acustici sono quelli studiati ad hoc per l’abitazione da isolare: i tecnici provvederanno a capire qual è il rumore da eliminare (o comunque da schermare) e studieranno una soluzione ad hoc per la riduzione massima del rumore.

 

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