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Energia sostenibile: Greenrail, il treno passa e genera energia

Lo hanno già ribattezzato il binario del futuro ed è l’ultima frontiera per quanto riguarda la produzione di energia sostenibile: Greenrail, la ferrovia green è un progetto che, utilizzando traversine in materiale riciclato, permette di generare energia in un modo davvero singolare, grazie al passaggio dei treni.

Un’idea davvero interessante sotto numerosi punti di vista: non solo, infatti, va a utilizzare materiali riciclati, andando, così, a limitare i rifiuti, ma promette di essere più conveniente, duratura e in grado di ridurre l’inquinamento acustico. Tante migliorie rispetto al normale cemento attualmente impiegato!

Il progetto

Sono giovani di Palermo le menti dietro a Greenrail, startup che, fondata da Giovanni Maria De Lisi e Manfredi Inguaggiato, ha vinto il premio Edison Start ponendo, così, le basi di uno sviluppo di nuove traverse per i binari in grado di portare numerosi benefici alla situazione ferroviaria attuale e all’ambiente.

L’idea di base, però, arriva dall’estero: da anni esistono, ormai, progetti per realizzare traverse in plastica e gomma riciclata. Fin ora, però, si è trattato di idee che, seppur valide sulla carta, presentavano numerose problematiche partendo proprio dal loro poter essere utilizzate solo da treni con velocità massima di 80 Km all’ora. L’innovazione di Greenrail sta nell’aver trovato un giusto compromesso per rendere possibile l’utilizzo delle ferrovie verdi in più occasioni, elevando i limiti di velocità e rendendo così il progetto più elastico e valido a livello universale.

Rispetto alle idee precedenti, infatti, qui troviamo, comunque, un’anima in calcestruzzo (necessario per dare la pesantezza necessaria) attorno cui, però si sviluppa la parte esterna, realizzata con gomma e plastica riciclate. A concludere, infine, presente anche una speciale sottorotaia in grado di produrre energia quando attraversata dal treno: si tratta di un sistema piezoelettrico che può addirittura generare sino a 120 kWh.

Un progetto con grandi potenzialità

Greenrail ha, sulla carta, tutti i numeri per diventare un progetto vincente e offre numerosi vantaggi da non sottovalutare: se da un lato, infatti, va a produrre energia sostenibile utilizzando traversine realizzate con materiali riciclati (vecchi pneumatici, appunto, sostenendo, quindi, il riutilizzo di ciò che, altrimenti, diventerebbe un rifiuto), dall’altro è in grado di abbassare i costi. Secondo lo stesso Giovanni Maria De Lisi, la ferrovia verde non solo va a dimezzare le spese di realizzazione e manutenzione, ma è anche più duratura della versione classica, in calcestruzzo: secondo le stime, infatti, dovrebbe promettere anche 50 anni (contro i 30/40 attuali) di vita.

A tutto questo si aggiungono altri vantaggi anche dal punto di vista dell’inquinamento acustico: greenrail, infatti, dovrebbe essere più silenzioso delle attuali traversine in cemento, riducendo, così, anche le vibrazioni.

I numeri

Ma quali sono i numeri del progetto? Quali le potenzialità? Tutti i dati e le curiosità su Greenrail ci vengono svelate proprio dai suoi fondatori. Attualmente in Italia il 98% delle traverse è realizzato in calcestruzzo, un materiale che, come abbiamo visto, oltre a non avere caratteristiche green, produce vibrazioni e ha costi di manutenzione più elevati. In Europa le statistiche sono molto simili: per 380 milioni di traverse presenti, infatti, ben l’85% è realizzato in cemento (l’8% in legno e il restante 7% in altri materiali).

Sostituire le attuali traverse, inoltre, è più economico proprio dal punto di vista del prezzo: se la traversa in calcestruzzo si aggira intorno ai 98 euro al pezzo, quella di greenrail ha un costo inferiore, di 70 euro. A tutto questo bisogna aggiungere anche la richiesta di mercato, alta ogni anno: sempre De Lisi, infatti, afferma che ogni anno sono circa 70 milioni i pezzi richiesti, con possibilità di generare guadagni davvero elevate.

Dalle analisi fin qui riportate è possibile affermare che si tratta sicuramente di un progetto virtuoso, ma la domanda è d’obbligo: quanta energia pulita può produrre? Con un passaggio medio di 10/20 treni all’ora, in 100 km di linea, è stato stimato che si riescono a produrre circa 1,25 MWh di energia. Dati molto interessati sopratutto perché sono molte le linee che possono supportare tale innovazione: oltre ai treni locali (che viaggiano entro i 190 Km all’ora) e quelli ad alta velocità (in questo caso non devono scendere sotto i 250) anche le metropolitane possono vedere installate queste nuove traverse. In questo modo Greenrail permetterà, ancora più facilmente, di produrre maggiore energia sostenibile grazie al semplice passaggio dei treni!

 

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Impianti di cogenerazione fotovoltaica

Gli impianti di cogenerazione sono quelli che riescono a produrre sia energia elettrica che energia termica. Si tratta di impianti che possono essere alimentati in diversi modi: metano, biodiesel o biomasse, ma anche con il fotovoltaico. In sostanza l’energia prodotta durante il processo produttivo del calore (quindi quella che solitamente viene sprecata emanando calore), viene riutilizzata per produrre elettricità. È come se lo stesso impianto riuscisse a lavorare il doppio grazie a due modalità differenti.

La cogenerazione avviene quindi in centrali termoelettriche che sono in grado di recuperare l’energia dispersa tramite acqua calda o vapore frutto del processo precedente, fino ad oggi “scarto” che viene invece riutilizzato.

Impianti di cogenerazione: vantaggi

  • Ambientali: si risparmiano i materiali fossili e si riduce l’inquinamento atmosferico
  • Energetici: maggior efficienza energetica perché c’è il recupero degli scarti
  • Economici: vantaggioso anche dal punto di vista economico, oltre agli incentivi presenti per investire nella cogenerazione.

Esiste la possibilità di fare la cogenerazione fotovoltaica impiegando l’energia non sfruttata durante il processo fotovoltaico. Si stima che il 15% dell’energia prodotta dalle celle solari si disperda nell’ambiente: recuperarla può portare solo benefici e risparmi.

 

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Tetti verdi: architettura sostenibile

Il tetto verde sta prendendo sempre più piede nell’architettura ecologica delle nostre città. Si tratta di un metodo di copertura del tetto così composta:

  • membrana impermeabile
  • strato di protezione
  • strato drenante
  • tessuto filtrante
  • substrato
  • piante

Nonostante si tratti di un sistema a più strati, non è molto pesante e questo lo rende perfetto per abbellire anche i tetti meno nuovi. La vegetazione che si usa per questo tipo di costruzione è del tipo Sedum, cioè capace di resistere anche in caso di siccità: questo rende semplice la manutenzione del tetto verde.

Tetto verde: vantaggi energetici

Ma perché decidere di fare del proprio tetto un tetto verde? Il tetto verde regola il microclima perché riduce le dispersioni termiche e quindi regola il microclima migliorando l’isolamento termico dell’intero edificio. Questo porta ovviamente a un maggior risparmio energetico, soprattutto nel periodo estivo quando le piante evitano che il tetto si surriscaldi e quindi si utilizza meno il condizionatore. Allo stesso modo nel periodo invernale fungono da isolante limitando l’uso del riscaldamento.

I vantaggi del tetto verde non finiscono qui: questo tipo di copertura infatti allunga la durata del tetto e dei manti impermeabili. Tra vantaggi di questo tipo di scelta c’è certamente quello di usufruire di una zona che altrimenti sarebbe poco utilizzata se non assolutamente utilizzata. Grazie al tetto verde si creano nuovi spazi, spazi capaci di ospitare persone nel massimo comfort. Non possiamo dimenticare anche che installare un tetto verde porta prestigio all’edificio e quindi conseguente aumento di valore dell’abitazione. Direi che è un particolare da non sottovalutare.

 

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Domotica e smartphone per il massimo risparmio energetico

La domotica fa passi da gigante ogni giorno. Ci siamo appena abituati a chiudere tutte le tapparelle di casa premendo semplicemente un bottone, che ecco arrivare una nuova tecnologia: la possibilità di regolare i termosifoni direttamente dallo smartphone! E non solo: è possibile anche controllare in tempo reale i consumi, anche se siamo dall’altra parte della città, per massimizzare il risparmio energetico.

L’invenzione è tutta italiana e arriva fresca fresca dal Politecnico di Torino grazie ai fisici della Start-up Ingenia che ha collaborato insieme ad altre nazioni (tra cui Regno Unito e Olanda) al progetto europeo EcoThermo.

Fino ad oggi siamo abituati a regolare i termosifoni attraverso valvole termostatiche applicate all’apparecchio stesso, ma grazie a questa innovazione saremo capaci di farlo da remoto. Il tutto si basa sui soft sensor, sensori compatti che vengono installati al termosifone e riescono a trasformare ogni apparecchio in una stazione a se stante capace anche di fornire analisi sul consumo energetico. Rispetto al sistema a cui siamo abituati è molto più affidabile perché fornisce informazioni in tempo reale considerando tutte le variabili atte a calcolare il consumo energetico. Tutto questo sistema è poi collegato ad una rete wireless che accoglie i dati emendati dai sensori e li spedisce, all’occorrenza, allo smartphone. Tutto il processo sarà certificato e si potrà comandare l’impianto di riscaldamento attraverso lo smartphone e una semplice App.

Queste le parole di Massimo Inguscio presidente di Inrim: “L’originalità di EcoThermo consiste nell’aver creato un sistema adatto anche agli impianti termoidraulici realizzati negli anni passati con tecniche e materiali non vantaggiosi dal punto di vista energetico. È questa la fetta di mercato cui guarda EcoThermo e che comprende l’80% degli impianti oggi in esercizio in Europa. Un business importante in cui l’Italia può giocare un ruolo decisivo”.

Noi siamo pronti al cambiamento… o no?

 

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Coibentare la mansarda nel modo giusto

Bello vivere in mansarda, vero? Il tetto spiovente, l’atmosfera rilassata, l’ambiente caldo. Caldo? Siamo sicuri? Spesso è caldo in estate e freddo in inverno a causa della cattiva o mancata coibentazione. Isolare la mansarda è uno degli interventi più importanti per la riqualificazione energetica dell’edificio. È dimostrato infatti che la termo coibentazione dell’abitazione riduce le dispersioni termiche del 40%. Ma quantificato in termini economici? Ben 400/500 euro all’anno! La cosa migliore sarebbe isolare la copertura della mansarda dall’esterno, ma è possibile ottenere un buon risultato anche isolando dall’interno.
Isolare una mansarda dall’interno consente di raggiungere un comfort abitativo di sicuro interesse, evitando che l’ambiente risulti troppo caldo in estate o troppo freddo in inverno.

Come si isola una mansarda

Uno dei metodi più diffusi è quello di coprire dall’interno il sottotetto, magari con l’ausilio di materiali isolanti come il polistirene. Per coprire il tutto e rendere esteticamente gradevole l’ambiente spesso si decide di coprire il lavoro con perlinato o cartongesso.

Un’altra soluzione è quella di usare il tetto ventilato che consente la circolazione dell’aria. Per adottare questo metodo di coibentazione è necessario applicare feltri in lana di roccia o in lana di vetro.

La mansarda però non si isola solo dal tetto, ma vanno isolate anche le pareti. In questo caso dobbiamo controllare la natura delle pareti. Se sono esterne possiamo scegliere tra diverse soluzioni: un cappotto esterno o con pannelli di polistirene dall’interno. Se invece le pareti della mansarda confinano con un ambiente riscaldato possiamo evitare di coibentarle.

E non è tutto: uno dei punti di maggior dispersione è quello delle finestre. Per isolare termicamente la mansarda è bene fare attenzione anche alla scelta degli infissi. È bene scegliere finestre che evitino la formazione di ponti termici e garantiscano la massima tenuta nei confronti della dispersione di calore.

 

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Finestre intelligenti per risparmio energetico assicurato

Arrivano sul mercato le finestre intelligenti composte da due materiali diversi entrambi molto conduttivi: nano cristalli di ossido di indio e stagno e matrice vetrosa di ossido di nobio.

Materiali che consentono al vetro di bloccare la luce e il calore con un unico scopo: migliorare l’efficienza energetica della casa.

Finestre intelligenti: come funzionano

All’interno dei vetri sono posizionati i nano cristalli su due diversi strati, i quali hanno facoltà di muoversi uno indipendentemente dall’altro grazie ad un impulso elettrico. Quando la finestra è in posizione di “riposo” i cristalli risultano trasparenti. A seconda dello strato che si decide di attivare si hanno risultati diversi: attivando il primo strato si ottiene il blocco dei raggi infrarossi e quindi una schermatura per il calore. Utile in estate quando il sole a picco scalda i vetri facendo entrare calore in casa. Utile anche perché aiuta a ridurre i costi dell’impianto di condizionamento garantendo un buon risparmio energetico ed economico. Attivando il secondo strato si ottiene invece una schermatura solo alla luce e il vetro diventa opaco. Perfetto in inverno quando non si vuol rinunciare al calore del sole, ma si vuole schermare il riverbero della luce.

Finestre intelligenti: vantaggi

Usare le finestre intelligenti riduce il costo in bolletta sia in estate che in inverno perché consente di sfruttare al massimo le condizioni atmosferiche. In inverno quando il sole è basso e diventa fastidioso non si dovrà più rinunciare al calore del sole, ma solo alla sua luce e vedrete che potrete risparmiare non poco sulla bolletta del gas. Inoltre si può risparmiare nella bolletta elettrica soprattutto in estate quando si cerca riparo dal sole e di evitare che entri in casa con conseguente chiusura delle persiane o degli avvolgibili, costringendo spesso ad accendere la luce elettrica.
Il progetto è a buon punto e sembra che dagli Stati Uniti finalmente possano arrivare anche nel nostro paese finestre intelligenti a basso costo.

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Vetri fotocromatici per migliorare il risparmio energetico

Molti di voi li conosceranno già: avete presente i vetri dei lunotti anteriori della autovetture o dei pullman che si scuriscono quando colpiti dalla luce del sole? Ecco quelli sono creati con vetri fotocromatici. Stessa applicazione possiamo incontrarla nelle lenti degli occhiali da vista che si scuriscono a seconda della luce e consento a chi ne ha bisogno di indossare un solo paio di occhiali sia per stare al chiuso che all’aperto.

I vetri fotocromatici aiutano a migliorare il risparmio energetico della casa, semplicemente schermando il sole quando batte a picco sull’abitazione, oppure consentendogli di entrare nelle giornate più fredde. Questo consente la diminuzione del riscaldamento e dell’accensione delle luci favorendo il risparmio. Allo stesso modo nel periodo estivo si riesce a diminuire l’uso del condizionatore.

Certo è che stiamo parlando di una tecnologia innovativa che per il momento non ha costi competitivi. Pensate che all’interno del vetro (costruito con materiali speciali) passa un piccolo filo elettrico che una volta collegato a un sistema di controllo, permette di analizzare i livelli di luce e temperatura registrando differenze così lievi da essere in grado di rilevare la variazione di temperatura data dalla presenza o assenza delle persone. I costi sono circa il doppio rispetto a quelli delle abituali finestre ad alte prestazioni e per il momento non sono facilmente economicamente ammortizzabili nel tempo. Vedremo il futuro cosa ci riserverà.

 

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Asfalti fotovoltaici: l’energia passa sotto le ruote

La nuova frontiera dell’asfalto è il fotovoltaico. Sì, sembra strano ma già in America è in fase di sperimentazione un asfalto speciale in grado di produrre energia elettrica adeguata a alimentare le piazzole di sosta, le aree di sosta dei camper, le colonnine di ricarica di energia elettrica. Insomma una vera rivoluzione nel mondo dell’energia che potrebbe portare molti vantaggi.

Ma vediamo come funziona questo asfalto, quanto costa e soprattutto se arriverà anche in Italia.

Gli ingegneri statunitensi hanno sperimentato dei pannelli solari di notevoli dimensioni ricoperti da una miscela di vetro in grado di imitare in tutto e per tutto l’aderenza offerta dal normale asfalto. Inoltre i pannelli sono equipaggiati con luci a led in grado di riprodurre la segnaletica stradale andando a migliorare la sicurezza sia di giorno che di notte. Inoltre questo speciale asfalto sembra sia in grado di durare fino a tre volte di più rispetto a quello tradizionale, permettendo di ammortizzarne i costi. Infatti l’asfalto fotovoltaico costa fino al triplo del normale asfalto, ma oltre a durare il triplo produce anche energia elettrica.

E casa succede di notte? Questo sistema prevede l’inserimento a lato strada delle batterie con la funzione di accumulatore tramite un cavo protetto dalla pioggia ma di facile accesso per un qualsiasi manutentore in modo tale da poter sfruttare l’energia elettrica prodotta anche durante la notte. Questo accorgimento però può avere risvolti negativi dal punto di vista ambientale e quindi nel prototipo che è stato installato sull’autostrada dell’Ohio non sono state installate.

E in Italia? Sembra che anche la nostra nazione, dietro direttive europee si stia informando riguardo a questo tipo di asfalto… vi terremo aggiornati!

 

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Efficienza energetica, comfort e sicurezza grazie alla domotica

Abbiamo già parlato di domotica e efficienza energetica, ma il discorso non si chiudeva certo con quel breve post! Oggi infatti vogliamo concentrarci su un altro aspetto della domotica, quello della sicurezza.

Grazie alla domotica è possibile controllare la nostra abitazione (ma anche l’ufficio, il negozio ecc…) da remoto, usando tranquillamente il nostro smartphone e le app dedicate. Ad esempio: comincia a nevicare e state per tornare a casa ad un orario inaspettato? Potete accendere l’impianto di riscaldamento della vostra casa comodamente dalla vostra auto semplicemente cliccando sull’apposito bottoncino presente sullo schermo dello smartphone. Comodo vero?

Allo stesso modo potete controllare di aver chiuso il gas, spento il forno, avviato il videoregistratore o ancora di aver inserito il sistema di antifurto.

Ma tutto questo come influisce sul risparmio energetico? In tanti, anzi tantissimi modi. Consente di monitorare e gestire ogni singolo ambiente della casa in modo da migliorare l’efficienza energetica limitando i consumi. Allo stesso modo permette di regolare la temperatura in base ai valori di umidità e di CO2 adeguando il funzionamento dell’impianto. Inoltre se si lascia una finestra aperta senza accorgersene, grazie alla tecnologia domotica vengono spenti in automatico i terminali così da ottimizzare i consumi e ottenere il massimo comfort.

La domotica trasforma un ambiente qualsiasi in un ambiente efficiente nel quale è possibile vivere e lavorare in modo del tutto sostenibile. La casa diventa intelligente e i vari componenti elettrici (dagli elettrodomestici fino all’impianto elettrico passando per l’impianto di sicurezza) dialogano tra loro cercando in ogni momento della giornata di garantire la massima efficienza e la massima sicurezza.

Tra le tante funzioni di un impianto domotico ricordiamo:

  • monitoraggio e miglioramento del comfort interno
  • controllo dell’energia per ottenere il massimo risparmio
  • gestione di allarmi e videocamere
  • gestione carichi elettrici

 

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Tegole fotovoltaiche

La nuova frontiera del fotovoltaico? Le tegole! Eh sì perché i pannelli solari ci piacciono, l’energia che producono è pulita, economica e completamente sostenibile, ma diciamo la verità, installare i pannelli solari su un tetto piuttosto che su un terreno non migliora il panorama… anzi! Ecco che gli esteti del sostenibile cercano sempre nuove idee per rendere meno invasivi, quanto meno all’occhio umano, i pannelli fotovoltaici senza pregiudicare la loro funzionalità. Nascono così le tegole solari, una delle invenzioni più gettonate dell’ultimi 5 anni.

Esistono diversi tipi di tegole fotovoltaiche, ognuno studiato in modo tale da essere completamente integrato nel tetto garantendo un impatto estetico del tutto nullo. I tipi più diffusi sono realizzati in cotto e presentano un piccolo pannello fotovoltaico sulla superficie. Sono perfetti per essere installati nei tetti a spiovente, ma anche per i tetti piani.

Altro tipo di tegola è invece la fotovoltaica a celle solari realizzata grazie a piccoli pannelli solari che vengono installati tra le tegole già esistenti e protette da un vetro resistente a urti e calpestio. Sono tegole adattabili a qualsiasi copertura. Adattabili a qualsiasi tetto, le tegole a coppi (a forma di tegola) e quelle trasparenti da installare su tegole esistenti, possono anche essere usate come copertura moderna per il lucernario: permettono infatti di far passare la luce producendo energia elettrica e garantendo massima resistenza a grandine e altri agenti atmosferici.

Quando invece si devono installare tegole fotovoltaiche su un tetto che prevede manutenzione frequente è bene usare le tegole piatte realizzate con fotovoltaico a film sottile che hanno ottima durevolezza e buon rendimento.

Approfondiremo ancora il discorso e valuteremo altre possibilità per ottenere impianti fotovoltaici moderni ed efficienti.

 

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Cemento ecologico

Ormai siamo nel secolo del risparmio energetico: la sostenibilità ha un ruolo fondamentale sia nella progettazione che nelle esecuzioni. Tutti gli aspetti di ogni singolo fabbricato viene concepito e studiato seguendo regole green… ma i materiali? Anche i materiali non sono da meno e oggi vorremmo parlarvi del cemento ecologico, uno degli ultimi ritrovati dell’edilizia ecosostenibile.

Il cemento ecologico viene detto anche fibrocemento ed ha la capacità di ridurre notevolmente la produzione di CO2 durante la sua realizzazione. Infatti questo tipo di materiale è realizzato da geo-polimeri cioè dei materiali di origine sintetica a base di allumino-silicati che hanno bisogno di una temperatura di produzione inferiore rispetto al tradizionale cemento riducendo notevolmente la produzione di CO2.

Le caratteristiche fisiche del cemento ecologico in termini di durabilità e resistenza sono paragonabili a quelli del cemento tradizionale così come la resistenza agli agenti chimici.

Cemento ecologico: i vantaggi

Abbracciare ecologia e sostenibilità porta con se non pochi vantaggi per la salute e per l’ambiente. Tra tanti ricordiamo:

  • usato nelle fondazioni il cemento ecologico riduce le sostanze nocive nell’aria (vantaggio per gli abitanti e per l’ambiente)
  • costi di produzione ridotti
  • velocità di posa
  • risponde a tutte le norme UNI
  • certificato e non radioattivo
  • perfetto sia per interrati che per fondazioni
  • ottima resistenza meccanica tale da soddisfare la NTC 2008

Torneremo presto a parlare di cemento ecologico, continuate a seguirci.

 

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Tubo solare

Cos’è e come funziona il tubo solare

Gli appassionati di case green lo conosceranno certamente: il tubo solare è quell’elemento architettonico che consente di far filtrare la luce naturale anche nei punti più impensabili dell’abitazione. Noti ai più come Solar Tube, i condotti solari ricordano nella forma i periscopi dei sottomarini e funzionano più o meno come dei lucernari con una sostanziale e non trascurabile differenza: possono trasportare la luce del sole anche in ambienti molto distanti da tetti e solai. Si tratta di una tecnologia semplice realizzata grazie ad un gioco di specchi e materiali riflettenti che catturano la luce naturale e la riflettono, appunto, fino all’interno dell’abitazione facendo percorrere alla luce anche notevoli distanze. Sul tetto il tubo presenta un captatore di raggi solari, mentre all’estremità opposta c’è un diffusore interno. Come è facile intuire più il tubo è dritto (e anche corto), più la luce è potente e brillante.

Tubo solare: vantaggi

Installare tubi solari porta con se non pochi vantaggi: tanto per cominciare ricordiamo la possibilità di far filtrare la luce naturale in ambienti in cui non è possibile, come, ad esempio, bagni ciechi o ripostigli, in modo da limitare l’uso della corrente elettrica, quindi della luce artificiale, garantendo un discreto risparmio energetico almeno nelle ore diurne.
I vantaggi però non finiscono qui. La luce infatti è molto più diretta e brillante rispetto a quella che filtra da una normale finestra o da un lucernario perché i raggi solari entrano gran parte del giorno in modo perpendicolare perché sono installati sul tetto. Inoltre il materiale riflettente fa il resto garantendo il convogliamento di maggior quantità di luce. Non dimentichiamo poi l’assoluta mancanza di dispersione di calore grazie al perfetto isolamento. Ne consegue che l’installazione di tubi solari porta con se un notevole risparmio economico conseguenza di importante abbattimento dei consumi energetici.
Installare un impianto di questo tipo ha costi più o meno elevati a seconda della tecnologia che si sceglie. In ogni caso gli impianti più innovativi sono anche più performanti e quindi apportano vantaggi maggiori ammortizzando i costi nel giro di pochissimi anni.

 

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Cappotto termico: come sceglierlo

Il cappotto termico è un sistema perfetto per isolare termicamente l’abitazione e può essere di due tipi: esterno o interno. Cercheremo in questo breve articolo di farvi capire come scegliere il cappotto termico per ottenere il massimo risparmio energetico per la vostra abitazione.

Tanto per cominciare una regola su tutte: consultate uno specialista. Che si tratti di un geometra, un architetto o un ingegnere non importa, basta che vi riferiate ad una persona qualificata in grado di consigliarvi la migliore soluzione per i vostri bisogni. Un vero professionista, inoltre, sarà in grado di aiutarvi a fare domanda per le agevolazioni fiscali e vi seguirà nella preparazione dei documenti. Il professionista sceglierà la soluzione migliore basandosi sulla classe energetica dell’immobile, sul microclima del luogo, sull’esposizione alle intemperie e anche la vostra disponibilità economica. Inoltre realizzerà con ogni probabilità un’analisi termografica scattando una foto detta, appunto, termografica in modo da conoscere il comportamento termico dell’edificio e sapersi muovere di conseguenza. In base a queste informazioni sarà in grado di rendervi un preventivo accurato. Inoltre molto spesso geometri e architetti sono affiancati da imprese edili in grado poi di eseguire il lavoro al meglio.

La prima decisione che verrà presa è quella tra cappotto termico esterno e interno. Solitamente se si tratta di condomini si sceglie la soluzione interna in modo da non creare problemi tra i diversi proprietari. C’è da dire però che, in linea di massima e parità di budget, il cappotto termico interno è un po’ meno efficace di quello esterno. In base poi a questa scelta verranno decisi i materiali da utilizzare prendendo in considerazione il coefficiente di conducibilità termica (più è basso e più il cappotto termico funzionerà al meglio isolando ancor più l’abitazione).

Le altre informazioni che possiamo darvi riguardano la garanzia che solitamente si aggira intorno ai 5 anni per progetti di questo tipo.

 

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Classi energetiche degli edifici: facciamo chiarezza

Abbiamo parlato più volte di classi energetiche degli edifici e ormai sappiamo di cosa stiamo parlando: si tratta infatti di una classificazione basata su quanto un edificio sia virtuoso dal punto di vista energetico. Ciò significa che vengono valutate sia le caratteristiche di comfort abitativo che quelle relative al risparmio energetico.

Conoscere la classe energetica dell’edificio ci fa capire se sono necessari interventi mirati al risparmio energetico.

Ogni edificio deve disporre di un Attestato di Certificazione Energetica, che deve essere rilasciato in fase di costruzione, compravendita o locazione. L’attestato è un documento che fa riferimento alle classi energetiche e stabilisce il livello di consumo dell’immobile inserendolo in un’apposita classe di appartenenza. Ricordiamo che il vecchio ACE è stato sostituito dal nuovo APE (attestato prestazione energetica) di cui abbiamo già parlato nel post ‘addio ace arriva ape‘.

Ecco le specifiche delle diverse classi energetiche:

  • Casa passiva: < 15 kWh/mq anno
  • A: < 30 kWh/mq anno
  • B: < 50 kWh/mq anno
  • C: < 70 kWh/mq anno
  • D: < 90 kWh/mq anno
  • E: < 120 kWh/mq anno
  • F: < 160 kWh/mq anno
  • G: > 160 kWh/mq anno

La tabella indica il consumo, riferito ad un anno solare, delle varie classi energetiche delle abitazioni. Quindi una casa Classe F consuma oltre 5 volte più di una casa Classe A per metro quadrato, e più del doppio di una casa Classe C.

Per quantificarne la resa anche da un punto di vista economico, avendo una casa in classe A ha un consumo inferiore a 30 KWh/mq anno, significa che in Euro il consumo annuale sarà tra i 250€ e i 350€ per 100 mq di abitazione. Vantaggioso, no?

 

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Risparmio energetico nello spazio urbano

Potrebbe sembrare una provocazione: risparmiare energia nello spazio urbano, quindi nelle strade, nei parchi pubblici, parcheggi e nelle piazze delle nostre città, e invece è possibile. Come? Scegliendo, ad esempio, lampade ad alto risparmio energetico per i lampioni, o ancora sfruttando sistemi fotovoltaici per la produzione di energia elettrica necessaria per alimentare determinati dispositivi.

Ad esempio agire sull’illuminazione pubblica sostituendo le vecchie lampadine a risparmio energetico con moderne lampade a led porta non pochi vantaggi:

  • resa luminosa molto alta con luce istantanea (non si devono scaldare ma funzionano subito a pieno regime);
  • ampio spettro luminoso con un angolo di luce fino a 270°;
  • assoluta mancanza di tossine;
  • miglioramento della visuale e per più tempo (durano più delle lampade a risparmio);
  • riduzione dei costi di manutenzione.

Sono molte le città italiane che hanno cominciato a inserire l’illuminazione a led per rendere le loro strade più sicure garantendo comunque un risparmio energetico che può arrivare fino all’80%! Inoltre questi dispositivi hanno la possibilità di essere regolati a discrezione del manutentore, garantendo illuminazione più elevata nelle zone in cui serve e viceversa.

Assolutamente “green” anche l’idea di alcune grandi città italiane di creare nel centro storico punti per la ricarica delle auto elettriche, con altrettante zone dove è possibile noleggiare le auto in questione. Un piccolo passo verso il futuro delle nostre città che affascina molto i turisti stranieri, primi fruitori di questi servizi.

Per migliorare la sicurezza delle nostre città, sono molte le amministrazioni che hanno installato telecamere e videosorveglianza alimentate con pannelli fotovoltaici (capaci di funzionare anche di notte grazie all’energia accumulata durante i giorni di sole), o ancora torrette touch dove trovare tutte le informazioni turistiche che interessano i visitatori, ma anche rete wifi libere per interi quartieri.

Insomma il futuro delle nostre città è sempre più green… coi che ne pensate?

 

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Isolamento termico: infissi e risparmio energetico

Il risparmio energetico passa anche attraverso gli infissi. Ricordate il nostro post riguardo l’isolamento acustico e l’importanza degli infissi? Ecco oggi tratteremo gli infissi dal punto di vista dell’isolamento termico.

Grazie agli infissi dedicati all’isolamento termico è possibile eliminare gli spifferi e quindi limitare fino ad annullare l’ingresso di aria esterna ma non solo: in base al tipo di infisso scelto ci troviamo di fronte a caratteristiche diverse. Gli infissi infatti possono essere realizzati in legno, pvc o alluminio. Le finestre in legno sono le più note perché questo materiale è un ottimo isolante termico ma anche acustico. Inoltre, a seconda del tipo di legno utilizzato, si possono ottenere infissi più o meno pregiati e belli esteticamente. Questo materiale , seppur molto resistente, ha necessità di manutenzione ordinaria, anche se non troppo frequente: diciamo che a seconda del microclima dove sono installate, le finestre in legno devono essere riverniciate a distanza di 4/8 anni.

Le finestre in alluminio sono più resistenti agli agenti atmosferici, ma molto probabilmente meno belle da vedere rispetto a quelle in legno. L’isolamento termico non è garantito naturalmente dal materiale come nel caso del legno perché l’alluminio è un conduttore naturale e quindi ha bisogno di alcuni accorgimenti per poter essere ideale nel caso del risparmio energetico. Il taglio termico per esempio consente nel momento esatto del taglio di inserire all’interno dei profili alcuni listelli di materiale a bassa conducibilità termica che permettono di limitare lo scambio termico.

Gli infissi in PVC sono molto resistenti e anche decisamente adatti all’isolamento sia termico che acustico. Il PVC nasce come materiale isolante ed è molto resistente alle intemperie. Grazie a particolari lavorazioni, diventa anche bello esteticamente ed esistono anche metodi per riprodurre il disegno delle venature del legno. Rispetto agli altri tipi di infissi sono più economiche e durano di più nel tempo.

Indipendentemente dal materiale con cui sono state costruite, finestre e infissi devono le loro prestazioni energetiche alla presenza del vetro. Il vetro più famoso per il risparmio energetico è il vetrocamera o vetro doppio che è formato da una coppia di vetri con uno spazio interno nel quale viene creato il vuoto e inserito un gas che aumenta l’isolamento termico del vetro stesso. Esistono anche opzioni con il triplo vetro.

Torneremo presto a parlare di vetri e risparmio energetico… continuate a seguirci!

 

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Certificazione LEED: cos’è?

La certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) viene assegnata agli edifici commerciali o abitativi per valutare che le costruzioni siano sostenibili dal punto di vista ambientale. Questo tipo di certificazione coinvolge l’edificio sotto ogni aspetto dalla progettazione alla costruzione e si basa sull’assegnazione di crediti per ogni requisito soddisfatto. A seconda del tipo di requisito si possono ottenere diversi tipi di certificazione dal livello base fino al platino.

La certificazione LEED caratterizza gli ambienti seguendo un approccio basato sulla sostenibilità e andando alla ricerca delle prestazioni sostenibili controllando risparmio idrico ed energetico, il valore di CO2 emessa, la qualità degli interni (in termini ecologici), i tipi di materiali impiegati durante la costruzione e anche tutta la fase di progettazione e la scelta della zona di costruzione.

Questo tipo di certificazione viene promossa dalla U.S. Green Builiding Council (USGBC) ed è a carattere volontario. In Italia il primo referente è GBC Italia del distretto tecnologico Trentino Alto Adige.

Certificazione LEED: vantaggi

Un edificio certificato LEED è garanzia di qualità in termini di comfort abitativo e salutare. Si stima che il 90% del tempo delle persone (lavoratori o meno) viene speso all’interno di edifici (che siano abitazioni o luoghi di lavoro) pertanto è importantissimo che questi ambienti siano salubri e rispondano a determinati standard qualitativi. Si tratta di immobili, ad esempio, dove la qualità dell’aria è molto migliorata, dove il consumo dell’acqua è ridotto (senza interferire con il comfort), dove in linea di massima si ha un forte risparmio sia energetico che economico. Insomma un nuovo modo di vivere, completamente sostenibile e decisamente più salubre. Peccato che la certificazione sia volontaria.

Certificazione LEED, come si ottiene?

La certificazione viene data solo agli edifici: i materiali, gli arredi e le tecnologie utilizzate sia per l’arredamento che per la costruzione non sono soggetti a certificazione, anche se devono essere conformi a determinate regole in modo da far aumentare il numero di crediti per la certificazione stessa.

Per poter certificare il proprio edificio ci si deve rivolgere all’associazione Green Building Council Italia. Una volta ottenuta la certificazione, l’ente preposto provvederà a rilasciare anche un “libretto dell’edificio” per aiutare proprietario e manutentori dell’immobile nella corretta gestione per consentire che le prestazioni raggiunte siano garantite anche in futuro.

 

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Domotica e risparmio energetico, un connubio perfetto

La domotica può aiutarci nel risparmio energetico, lo sapevi? Intanto.. sai cos’è la domotica? È quella tecnologia che consente di ‘comandare ‘ la casa anche a distanza, con lo scopo di migliorare l’efficienza energetica e limitare ogni tipo di spreco (alla conquista del comfort ideale).

Ad esempio con la domotica possiamo controllare l’illuminazione domestica e con illuminazione intendiamo sia la luce naturale che quella artificiale. Grazie a sensori e timer possiamo automatizzare accensione e spegnimento delle luci, ma anche chiusura e apertura delle tapparelle in modo da garantire il massimo comfort all’interno della casa con equilibrio perfetto tra luce naturale e luce artificiale. Questo tipo di automazione non è solo utile per risparmiare sulla corrente elettrica, ma anche come antifurto, infatti consente di avvisare il padrone di casa nel caso che alcune porte o finestre fossero rimaste accidentalmente aperte.

La domotica può essere applicata anche alla regolazione della temperatura, regolandola in base alle stagioni e ai singoli momenti della giornata. Inoltre è possibile regolare temperature diverse in stanze diverse per il massimo risparmio energetico.

Aspetto molto interessante di una abitazione domotica è certamente quello relativo al controllo dei carichi e sovraccarichi. Grazie ad un intenso monitoraggio si controllano i carichi elettrici evitando sovraccarichi e blackout semplicemente interrompendo la trasmissione di corrente elettrica a determinati dispositivi oppure spostando l’uso di determinati elettrodomestici solo in fasce orarie prestabilite. Tante piccole azioni che portano ad un vero risparmio energetico.

La domotica non dimentica neppure il suono e consente di scegliere quale musica ascoltare in determinati momenti della giornata e in quali stanze farlo. Che dire poi del giardino? Il risparmio idrico è garantito dalla irrigazione controllata che offre la possibilità di decidere in quali zone irrigare e quali evitare con una funzione aggiuntiva: in caso di pioggia un piccolo dispositivo bloccherà l’irrigazione per il massimo risparmio idrico possibile.

Ottimizzare casa e i consumi con la domotica è semplice, ma ancor  più facile è trovare il miglior comfort abitativo possibile: grazie a una serie di monitoraggi e impostazioni, è infatti possibile stabilire a priori l’atmosfera che si desidera in casa in determinati momenti della giornata regolando luce, temperatura, musica e, perché no,l’accensione del forno.

Insomma la domotica può fare molto per la vostra casa, farvi ottenere un bel risparmio in bolletta e consentirvi il massimo risparmio energetico.. che aspettate a provarla?

 

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Fotovoltaico

Il fotovoltaico è quella tecnologia che consente di trasformare l’energia solare in energia elettrica in modo istantaneo. Il materiale usato per la trasformazione è il silicio il quale ha la proprietà di riuscire a generare una tensione ai suoi capi quando investito da un fascio luminoso e generare quindi corrente elettrica. Il silicio però non lavora da solo, ma ha bisogno di essere combinato con boro e alluminio o fosforo e arsenico che vengono combinati per la creazione delle famose celle fotovoltaiche.

A seconda dei processi di produzione abbiamo diversi tipi di celle fotovoltaiche:

  • monocristalline
  • policristalline
  • amorfe

Le celle monocristalline sono prodotte tagliando una unica barra di materiale. Si tratta di celle molto costose, ma con altissimo rendimento e si riconoscono facilmente grazie alla tipica colorazione blu.

Le celle multicristalline vengono colate in blocchi e poi tagliate a dischetti. Il loro rendimento è minore rispetto a quelle monoblocco, però costano anche molto meno.

Infine le celle amorfe sono ottenute attraverso lo spruzzo di atomi su una piastra di vetro. Hanno un rendimento molto più basso delle due precedenti, ma il pregio di funzionare anche con cielo coperto. Inoltre possono essere adattate a qualsiasi superficie e vengono quindi realizzate anche in forme rotondeggianti o convesse (ne sono un esempio le tegole fotovoltaiche).

É possibile installare impianti fotovoltaici sia sui tetti delle abitazioni (anche condominiali previo il concordarsi delle parti in causa) che sui terreni, anche aderendo agli incentivi che di anno in anno si ripetono per la loro installazione.

Fotovoltaico e incentivi:

I pannelli fotovoltaici sono soggetti a detrazioni al 50 o al 65% a seconda che si tratti di pannelli per la produzione di energia elettrica (50%) o per l’acqua calda (65%).

Gli incentivi del 50% vengono erogati per la produzione di energia elettrica solo se l’impianto è a servizio dell’abitazione e rientrano tra “i lavori agevolabili l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, in quanto basato sull’impiego della fonte solare e, quindi, sull’impiego di fonti rinnovabili di energia (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 22/E del 2 aprile 2013)”.

Gli incentivi del 65% sono disponibili per impianti che producono acqua calda e rientrano pertanto nell’ecobonus governativo.

Ma se vogliamo installare un impianto fotovoltaico che assolva ambo gli scopi, cioè sia per la produzione di energia elettrica che per acqua calda? Allora possiamo usufruire dell’ecobonus e abbiamo diritto ad incentivi del 65%.

 

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Isolare termicamente tetti e soffitti si può!

Troppo spesso le nostre abitazioni non sono correttamente isolate dal punto di vista termico, soprattutto nella parte che riguarda il tetto e il soffitto. Possiamo però rimediare isolando anche in fase di ristrutturazione il sottotetto agendo internamente. Premesso che in quasi ogni caso è possibile accedere al sottotetto (attraverso una soffitta, una mansarda o una piccola botola), nei casi in cui non lo fosse, si può aprire letteralmente il tetto tagliandone una piccola sezione, procedere con l’operazione di isolamento, e rimontare il tutto per ripristinare la situazione originaria.

A seconda del tipo di sottotetto in cui ci troviamo a lavorare, si sceglie il tipo di isolamento più idoneo. Le moderne tecnologie consentono di isolare tetti e soffitti grazie ad un isolante sfuso che si applica molto velocemente attraverso un tubo collegato ad una macchina che lavora a pressione. Ricordate la tecnica dell’insufflaggio di cui abbiamo parlato qualche giorno fa? Ecco, la tecnica usata per isolare termicamente tetti e soffitti con materiale sfuso è molto simile, seppur non identica. La principale differenza consta nel fatto che in questo caso particolare la fibra di cellulosa viene stesa uniformemente come si trattasse di un pannello. Viene invece installata con il metodo dell’insufflaggio a secco quando i solai sono a nido d’ape oppure quando ci si trova di fronte a tetti costruiti con doppio tavolato. In questo caso la fibra di cellulosa viene inserita nell’intercapedine fra le tavole in modo che si inserisca in tutta la superficie a disposizione anche nello spazio più stretto vicino alla cornice del tetto. Solitamente si tende ad inserire uno strato di fibra di cellulosa di uno spessore di almeno 20 o 30 cm in modo da garantire un elevato grado di coibentazione e il blocco del calore.

Ma facciamo un altro esempio: in caso di sottotetto non praticabile o gestito come semplice magazzino, come è meglio isolare termicamente? Per ridurre i costi e velocizzare le operazioni, solitamente si sceglie di isolare il solaio (quindi il pavimento del sottotetto stesso) con l’uso di pannelli appositi. Questo per dimostrarvi che ogni caso è a se e non si può scegliere a priori una tecnica per l’isolamento termico in fase di ristrutturazione.

 

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Perché vivere in una casa ad alte prestazioni energetiche?

Siamo ormai abituati a sentir parlare di indice di prestazione energetica e classificazione energetica degli edifici, lo siamo così tanto che molti acquirenti prima di fare il grande passo ed acquistare la loro abitazione, si chiedono: ma quanto consuma? E’ importante farsi questo genere di domande perchè vivere in una casa ad alte prestazioni energetiche ha molti vantaggi. Basti pensare che una casa di dimensione medie adatta ad una famiglia di 4 persone, ha un consumo (sempre medio) di circa 150/200 kWh per mq. Sembra poco, ma è moltissimo se confrontiamo questo dato con quello relativo alle case costruite in base alla bio-edilizia che permettono di raggiungere consumi ridicoli, vicini a 30 kWh al mq. Un quindo del consumo medio. Se poi pensiamo che questi valori si traducono in un risparmio economico di soldi veri in bolletta, il vantaggio è notevole!

Volete qualche cifra? Una casa in classe A di 100 mq costa circa 160 euro l’anno di riscaldamento. Una casa delle stesse dimensioni ma in classe energetica inferiore, ha un costo che può oscillare tra i 1000 e i 2000 euro l’anno.

Ma tutto si riduce a volgarissimo denaro? In parte sì, ma non solo. La casa ecocompatibile inquina anche molto meno, perché consuma meno, quindi fa bene all’ambiente e al futuro dei nostri bambini. Pensate che scegliere una casa di classe energetica A ci può portare a ridurre fino all’80% le emissioni di anidride carbonica prodotta dal riscaldamento, condizionamento e dai sistemi di produzione dell’acqua calda. Senza dimenticare che garantiscono il massimo comfort abitativo: caldo in inverno, fresco in estate, risparmio idrico grazie all’uso delle acque reflue per uso tecnologico o per innaffiare il giardino e tante altri piccoli accorgimenti che ci aiutano a vivere meglio, in armonia con noi stessi e con l’ambiente che ci circonda.

 

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Insufflaggio a secco

L’insufflaggio a secco è una tecnica di isolamento assolutamente vantaggiosa e innovativa anche grazie al fatto che si tratta di una tecnica sì invasiva, ma che non toglie spazio in casa.

Consiste nell’inserire del materiale isolante (solitamente fibra di cellulosa) attraverso degli appositi fori (a distanze stabilite in fase di progetto) nell’intercapedine dei muri, in modo che funzionino da isolante termico. Come è facile intuire la tecnica è poco invasiva apparentemente e quindi ben si adatta alle opere di restauro e ai lavori in case già abitate.

I materiali isolanti che solitamente vengono impiegati durante l’insufflaggio sono fibra di cellulosa (in fiocchi), sughero (in granuli), vermiculite, polisterine, perlite, lana di roccia o lana di vetro. Sarà il tecnico competente a scegliere il materiale più adatto alle vostre esigenze e a quelle della vostra abitazione.

Insufflaggio a secco: come funziona

Questa tecnica è poco invasiva infatti avviene attraverso piccoli fori del diametro di circa 2,5/3 cm posti a 5 cm dal soffitto a distanza di 1/1,5 m l’uno dall’altro. In questi fori viene inserito a pressione, attraverso un apposita apparecchiatura, il materiale isolante il quale si espanderà fino a occupare tutto lo spazio a disposizione. Questa è un’operazione che può essere eseguita sia attraverso i muri interni alla casa che sulle pareti esterne, a seconda delle esigenze. Inoltre è una tecnica pulita che non lascia sporco nell’ambiente circostante ed è anche molto rapida da eseguire.

Insufflaggio a secco: i vantaggi

La tecnica dell’insufflaggio, come abbiamo già specificato, è perfetta per raggiungere un buon isolamento termico sia nel periodo invernale che in quello estivo.
Tra i principali vantaggi ricordiamo:

  • il costo ridotto: i tempi di lavoro sono brevi e quindi il costo di manodopera è snello soprattutto se paragoniamo questo procedimento ad altri tipi di isolamento che prevedono l’installazione di pannelli e rivestimenti.
  • non si toglie spazio alla casa: visto che questa tecnica va ad agire nell’intercapedine del muro, non si toglie spazio vitale all’abitazione.
  • agevolazioni fiscali: questa tecnica rientra tra le topologie di intervento per il miglioramento delle prestazioni energetiche e quindi è soggetta a contributo fiscale.

Ricordiamo poi la pulizia dell’intervento e il breve tempo di posa, particolari che sì abbiamo già sottolineato, ma che non possiamo non ricordare tra i vantaggi della tecnica dell’insufflaggio a secco.

 

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Risparmio energetico bolletta elettrica: scegliere le lampadine a led

Quella delle lampade a LED è una tecnologia disponibile in formato standard (cioè nel formato in cui siamo abituati ad acquistare le vecchie lampadine ad incandescenza), a tubo o faretto. L’acronimo LED significa Light Emitting Diode e promettono di fornire il massimo rendimento luminoso con la minima dissipazione di calore dando subito un risparmio energetico ed economico (in bolletta).

Le lampadine a LED sono ecologiche: infatti risparmiano energia elettrica quindi contribuiscono alla riduzione di emissioni di CO2. Inoltre riducono anche l’inquinamento dei rifiuti perché hanno una vita molto più lunga delle vecchie lampadine e 5 volte più lunga dei classici neon.

Lampadine a led: come sceglierle

Siamo abituati ad acquistare le lampadine confrontandole tra loro in base ai Watt… beh, quando si parla di lampadine a LED dobbiamo fare attenzione e sceglierle in base alla luminosità che viene espressa in Lumen. Perché controllare i Lumen e non i Watt? Perché a parità di Watt una lampadina a Led ha una luminosità molto più elevata (e da qui comincia il risparmio energetico). Praticamente le lampadine a led garantiscono un numero di lumen per watt maggiore rispetto a quelle ad incandescenza e più la tecnologia avanza, più questa caratteristica viene migliorata.

Per quanto riguarda invece il tipo di luce, la possiamo scegliere tra bianca naturale o bianca calda, esattamente come succede con le lampadine tradizionali.

Ma non dobbiamo solo guardare i Lumen e la tonalità del colore della luce, bensì dobbiamo controllare anche altri parametri quali:

  • Classe di Efficienza Energetica;
  • Temperatura di colore;
  • Indice di Resa Cromatica;
  • Vita della lampada;
  • Numero di cicli di accensione/spegnimento …

vediamoli nel dettaglio:

La classe di efficienza energetica è quella che va dalla A++ alla E ed indica il coefficiente di risparmio energetico. Va considerato che le lampadine a Led solitamente sono in classe A, A+ o A++, cioè sono sempre e comunque in una classe energetica alta o altissima.

La temperatura di colore è quella che indica la tonalità della luce (bianca calda o bianca fredda).

L’ indice di resa cromatica esprime la capacità di una fonte di illuminazione di restituire i colori “naturali” degli oggetti illuminati. Solitamente le lampadine a Led hanno un indice di resa cromatica superiore a 80, cioè rendono i colori molto simili al naturale.

La vita della lampadina, come è facile intuire, è proprio la durata della lampadina a LED. Solitamente si aggira tra i 25000 e 50000 ore.

Per ultimo ma non per importanza il numero di cicli di accensione e spegnimento, parametro utile da sapere per decidere in quale zona installare la lampadina. Secondo il Regolamento UE 1194/2012 le lampadine a LED in commercio dovranno avere un numero di cicli ≥ 15’000 se la vita nominale della lampada risulta ≥ 30’000 ore.

 

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Isolamento termico a livello industriale: la EU27

Siamo ormai abituati a parlare di isolamento termico e di abitazioni civili, tralasciando troppo spesso l’aspetto legato all’industria che è tutto fuorché da sottovalutare. Anche le aziende infatti devono sottostare a determinate regole in termini di risparmio energetico. Recentemente è uscito uno studio effettuato da European Industrial Insulation Foundation (EiiF), fondazione europea senza fini di lucro registrata in Svizzera, nata proprio per agire nel settore dell’efficienza energetica e realizzato dall’agenzia specializzata di consulenza Ecofys dal titolo “Climate protection with rapid payback”. Nello studio si evidenziano le lacune a livello europeo che molte aziende presentano in ambito di risparmio energetico con conseguente stress termico dovuto all’uso di macchinari e alle dispersioni.

Riportiamo qui di seguito il grafico prodotto da ecofys in cui possiamo analizzare alcuni dati interessanti:

 

Oltre il 10% degli impianti industriali non è isolato (o lo è in maniera non opportuna).

Le misurazioni vengono effettuate basandosi sulla dispersione termica massima ammessa oppure su considerazioni di minimo investimento senza tenere conto delle tematiche di efficienza energetica ed economica dell’isolamento.

Lo studio non si limita a trovare dati ma offre anche soluzioni: si stima che se si isolassero tutte le superfici interessate potremmo ottenere un risparmio energetico pari al consumo annuale di:

  • 10 milioni di appartamenti;
  • dell’alimentazione annuale di ben 15 centrali a carbone con una potenza installata di 500 MW;

  • del consumo energetico annuale dell’industria in Olanda;

  • delle emissioni di 18 milioni di automobili di media cilindrata che percorrono 12.500 chilometri l’anno.

Al riguardo ricordiamo le parole del Direttore della EiiF Andreas Gürtler, che ha dichiarato che “in passato, quando i prezzi dei combustibili erano più bassi, un isolamento termico efficiente non avrebbe portato una grande differenza, ma oggigiorno, oltre alla necessità di raggiungere gli obiettivi EU 20-20-20, il prezzo dell’energia è più elevato e ci si aspetta che continuerà a crescere. Costi aggiuntivi per le emissioni di CO2 accelereranno questa tendenza”.

Insomma, qualcosa si può fare… che stiamo aspettando?

Secondo lo studio Ecofys, la realizzazione di un corretto isolamento termico, comporterebbe un investimento iniziale pari quasi al doppio, ma a fronte della riduzione dei costi energetici dovuti alla inferiore quantità di calore dissipato, i costi sul lungo termine risulterebbero decisamente inferiori.

Indicazioni che richiedono azioni importanti anche in questo fondamentale settore della efficienza energetica, dove interventi mirati ed adeguati possono risultare fondamentali per ridare competitività alle imprese del vecchio continente.

 

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Isolamento termico tetti e soffitti

Negli ultimi anni l’architettura si è adeguata e ha dato maggior valore all’isolamento termico delle abitazioni. Succede però che soprattutto le case costruite fino a qualche decennio fa, abbiamo seri problemi di isolamento termico. Il problema la maggior parte delle volte è causato dal non avere un adeguato isolamento termico soprattutto del tetto e dei soffitti, zone dalle quali si disperde gran parte dell’energia “calorifera” della casa. Le conseguenze di tutto questo sono freddo in casa (quindi abbassamento dei livelli di comfort energetico) e aumento delle temperature interne (attraverso l’uso di termosifoni, stufe ecc..) con conseguente dispendio energetico.

Una soluzione a questo spreco energetico si ha adottando una adeguata coibentazione dell’edificio, in modo da ridurre le dispersioni termiche e di conseguenza il consumo energetico. Come dicevamo il tetto è uno dei principali ponti termici della casa (ricordiamo che il calore tende a salire) quindi coibentare tetto e soffitto renderà la nostra casa isolata termicamente (almeno in parte).

Isolamento termico del tetto: come fare

Come è facile intuire (basta affacciarsi al balcone) non tutti i tetti sono uguali: le coperture piane sono quelle più soggette a sbalzo termico e possono raggiungere temperature vicine allo 0°C durante la stagione invernale e vicine ai 90°C durante quella estiva con conseguente modifica della temperatura interna dell’abitazione. In questo caso particolare l’isolamento termico del tetto viene eseguito con l’uso di materiali a conducibilità costante, cioè con un isolante che sia inalterabile dal caldo e dal freddo e in particolare che resista alle dilatazioni dovute dalle alte temperature nei periodi estivi.

Quando invece abbiamo un tetto a falde, possiamo scegliere tra due modalità: creare un contro soffitto in cartongesso in modo da isolare le stanze sottostanti, oppure isolare il solaio piano con materiali ad alto spessore (ricordiamo il nostro ARTICOLO sui materiali bio per l’isolamento).
Nel caso in cui si sia realizzata una mansarda, il discorso è ancora più semplice: possiamo intervenire dall’interno usando il materiale isolante (opportunamente schermato con cartongesso o perlinato) tra le travi del tetto in modo che non si perdano centimetri in altezza.

Attenzione: tutti questi lavori devono essere eseguiti con il supporto di un tecnico competente e devono rispettare i limiti di altezze, superfici e rapporti aereo illuminanti come previsto dal regolamento edilizio del vostro comune di appartenenza.

 

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Protocollo Itaca come funziona? E nella regione Piemonte?

Il protocollo Itaca (letteralmente Istituto per l’Innovazione e la Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale) è un documento emesso dalla conferenza dei presidenti delle regioni italiane nel 2004 che ha lo scopo di fornire una guida per la valutazione della qualità ambientale degli edifici. Per la regione Piemonte questo documento viene usato come riferimento per il piano casa, invece in altre regioni come ad esempio le Marche è usato proprio come strumento energetico ambientale.

Il protocollo Itaca ha un ente referente nazionale che è riconosciuto in iiSBE Italia (international initiative for a Sustainable Built Environment), una associazione no profit che pensa alla diffusione di politiche, metodi e strumenti per un futuro sostenibile, nata nel 2010 con sede operativa a Parigi.

Ma nello specifico Itaca a cosa serve?

Serve a indirizzare le opere e gli sforzi verso un mondo sostenibile proprio come dettato dalle direttive europee. L’esigenza di creare un protocollo del genere deriva dalla necessità delle amministrazioni comunali (e non solo) di avere una definizione inequivocabile che interessi gli edifici residenziali e tracci le linee guida sia per la fase di progetto che per quella di esercizio.

Protocollo Itaca: come funziona?

È un protocollo abbastanza complesso, costituito da diverse aree quali Criteri, Categorie, Aree di Valutazione e Strumenti. Una cosa è importante: il protocollo non è sempre uguale, ma cambia in funzione della destinazione d’uso, del contesto e più in generale della tipologia di intervento necessario.

In linea di massima però possiamo dire che la funzione di questo protocollo è quella di trovare un punteggio globale attraverso la configurazione del progetto (che determina a sua volta il tipo di framework da usare), il calcolo degli indici di prestazione e quello dei criteri di valutazione per concludere con il calcolo di tutti i punteggi intermedi con il sistema di pesatura.

La regione Piemonte ha un suo protocollo Itaca che definisce l’elenco generale e di dettaglio dei criteri, schede criterio e l’elenco criteri e pesatura [Protocollo Itaca della Regione Piemonte].

Nel 2006 l’assessorato alle politiche territoriali del Piemonte ha indetto la realizzazione di 10,000 alloggi sociali da costruire seguendo il protocollo Itaca. In particolare è concesso un contributo da 5000 a 10000 euro per la costruzione di alloggi per i Comuni, alloggi agevolati e abitazioni (300) per persone con oltre 65 anni di età.

 

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Attestato energetico: addio ACE arriva APE

Grazie al decreto 63/2013 non parleremo più di attestato di certificazione energetica (ACE), ma di attestato di prestazione energetica (APE). Una modifica che porta apparentemente non pochi vantaggi: saltano subito all’occhio ad esempio, l’innalzamento al 65% della detrazione per risparmio energetico e anche l’introduzione del bonus mobili.

Attestato di Prestazione energetica: cos’è

L’APE viene rilasciato da esperti qualificati che hanno il compito di certificare la prestazione energetica dell’edificio fornendo anche raccomandazioni per migliorarne l’efficienza. In pratica l’APE altro non è che la targa energetica dell’abitazione calcolata in base alle caratteristiche igrometriche, ai consumi, alla produzione di aria fresca o acqua calda e al tipo di impianto. Grazie all’APE si ottiene l’IPE (indice di prestazione energetica) che deve accompagnare l’edificio in ogni azione, anche di locazione o compra vendita.

APE o ACE: quali differenze

APE è un documento più complesso rispetto al ‘vecchio’ ACE che rimane comunque valido anche se facoltativo. Quest’ultimo infatti può affiancare l’attestato di prestazione energetica, ma non può sostituirlo. Tutt’oggi però non conosciamo le vere norme che regoleranno il calcolo dell’APE e quindi nel frattempo si faranno calcoli basati Dpr 59/2009 e relative norme Uni e Cti (le stesse con cui vengono redatti i “navigati” Ace).

APE quando è obbligatorio:

  • lavori di nuova costruzione o in caso di importanti restauri su un edificio già esistente (che interessino almeno il 25% della superficie dell’edificio stesso).
  • Vendita o nuovo contratto di locazione: la documentazione APE deve essere presentata già durante la trattativa e poi consegnata a contratto firmato.
  • Annunci immobiliari.
  • Quando si installano o modificano gli impianti termici o climatizzanti nei soggetti pubblici.

APE: quanto vale

L’attestato di prestazione energetica dura 10 anni e deve essere aggiornato in caso di ristrutturazione dell’abitazione con opere che ne possano modificare l’efficienza energetica. Attenzione: il proprietario del fabbricato che non rispetta le norma può essere soggetto a sanzioni da 3 a 18 mila euro!

 

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Solare termico: energia eco friendly per ottenere acqua calda

Il solare termico è una tecnologia innovativa che ha ormai preso piede nel nostro paese: consiste nell’assorbire l’energia solare trasformandola in energia termica senza emettere alcuna sostanza inquinante. Una tecnologia green friendly adatta al futuro del nostro paese, non solo dal punto di vista ecologico: il solare termico garantisce anche un risparmio economico perché elimina in parte l’uso di impianti alimentati a corrente elettrica o gas.

Questo tipo di impianto può essere usato anche per il riscaldamento dell’abitazione, soprattutto in caso di riscaldamento a pavimento, cioè di un tipo di impianto a bassa temperatura (che non ha bisogno di una temperatura troppo elevata dell’acqua che vi circola internamente).

Solare termico: come funziona

Il calore del sole viene catturato attraverso il collettore solare che contiene una serpentina con del fluido il quale viene riscaldato dalle radiazioni solari. Il fluido entra poi in uno scambiatore di calore dove cede calore all’acqua che si trova in un circuito secondario. Questa acqua viene accumulata all’interno di un boiler fino a che non viene utilizzata.

Esistono due tipi di impianto solare termico: a circolazione naturale o a circolazione forzata. I primi son quelli che si possono vedere sui tetti di alcune abitazioni o impianti sportivi: il serbatoio che contiene l’acqua riscaldata si trova adiacente al collettore esternamente all’abitazione. È la soluzione più economica e semplice e viene sfruttata solitamente solo per piccoli impianti. L’impianto solare termico a circolazione forzata invece riguarda impianti che hanno la necessità di funzionare durante tutto il corso dell’anno, sia per approvvigionare il riscaldamento domestico che i sanitari. Dal punto di vista architettonico sono decisamente migliori perché il boiler può essere ‘nascosto’ in un locale di servizio.

Solare termico e fotovoltaico: no, non sono la stessa cosa
Seppure molto spesso vengono confusi, il collettore per impianto solare termico e i pannelli solari usati per il fotovoltaico sono diversi. In ambo i casi parliamo di accumulare il calore del sole per poi convertirlo in un caso in calore e nell’altro in energia elettrica. Ecco svelata la principale differenza tra i due tipi di impianti: il solare termico produce calore, il fotovoltaico corrente elettrica.
Entrambi possono essere installati sia sul tetto dell’abitazione che su un terreno adiacente, avendo cura di esporre i collettori solari verso sud. Nel caso di solare termico solitamente si consiglia una inclinazione del pannello compresa tra i 15 e i 60°. inoltre questo tipo di installazione viene considerata edilizia libera e quindi non necessita di particolari permessi costruttivi. In linea generale possiamo dire che basta avvisare il Comune di residenza, anche per via telematica, sulla data d’inizio dei lavori e la durata presunta. È bene però che ognuno si informi presso l’ufficio tecnico del comune di appartenenza.

Solare termico quanto mi costi?

In linea di massima possiamo stimare un prezzo per un impianto medio a circolazione forzata (adatto per un’abitazione unifamiliare con 5 componenti), tra i 4500 e i 5500 euro. Il bello è che i costi di gestione sono quasi pari a zero: si stimano infatti intorno al 2,5% del costo d’impianto nell’arco di durata dello stesso (stimata in 20 anni).

C’è da considerare che questo tipo di impianto è sì studiato per funzionare 12 mesi l’anno, ma nei mesi più freddi (da novembre a febbraio) può succedere che venga usato come integrazione dell’impianto tradizionale. Si misura comunque un risparmio economico anche in questi mesi perché il collettore solare riesce a portare l’acqua ad una temperatura tale da sfruttare al minimo l’impianto tradizionale.

 

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Efficienza energetica: incentivi per il Sud Italia

Una notizia che renderà felici tutti i nostri amici del Sud Italia: arrivano incentivi per 100 milioni di Euro da spendere in efficienza energetica per le regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

I contributi sono destinati alle imprese che hanno intenzione di investire in programmi che mirano a razionalizzare e ridurre l’uso dell’energia nella filiera industriale.

Incentivi dati dal Ministero dello Sviluppo Economico per il Sud Italia: chi può usufruirne

  • tutte le aziende che hanno una anzianità di almeno 2 anni
  • tutte le aziende con l’anzianità suddetta e che siano in regola con tutte le normative (sicurezza, fiscali ecc..)
  • tutte quelle aziende che modificheranno la produzione per ottenere un risparmio energetico di almeno il 10%.

Importante sottolineare che il 60% dell’intero importo (100 milioni di euro) è dedicato alle piccole e medie imprese, di cui il 25% per le micro imprese.

Incentivi risparmio energetico Sud Italia: quali interventi sono agevolabili

  • isolamento termico degli edifici: comprese le sedi degli uffici e della produzione. Questo intervento comprende il rifacimento delle pavimentazioni, degli infissi, le coibentazioni ecc..
  • sostituzione dell’impianto di riscaldamento, di condizionamento o di illuminazione
  • messa in opera di impianti dedicati al contenimento dei consumi
  • installazione di impianti per la produzione di energia elettrica o termica per solo autoconsumo (esempio: impianti che regolano il recupero del calore dai forni ecc…)

e non solo: ci sono anche altri tipi di spese che sono ammissibili e quindi rientrano nell’incentivo, come ad esempio le opere murarie, l’acquisto di appositi macchinari o attrezzature e anche i servizi di consulenza.
Come ottenere le agevolazioni

La spesa deve essere compresa tra i 30 mila euro e i 3 milioni e i lavori dovranno essere eseguiti e terminati entro 12 mesi da quando si riceve l’approvazione della concessione del tributo. Ancora non sappiamo darvi una data esatta per fare richiesta, ma sappiamo che entro 90 giorni dalla data di pubblicazione del Bando nella Gazzetta Ufficiale verrà pubblicato un nuovo decreto con tutta la normativa da seguire per fare richiesta dell’agevolazione fiscale per il risparmio energetico.

 

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