Abbiamo parlato più volte di classi energetiche degli edifici e ormai sappiamo di cosa stiamo parlando: si tratta infatti di una classificazione basata su quanto un edificio sia virtuoso dal punto di vista energetico. Ciò significa che vengono valutate sia le caratteristiche di comfort abitativo che quelle relative al risparmio energetico.

Conoscere la classe energetica dell’edificio ci fa capire se sono necessari interventi mirati al risparmio energetico.

Ogni edificio deve disporre di un Attestato di Certificazione Energetica, che deve essere rilasciato in fase di costruzione, compravendita o locazione. L’attestato è un documento che fa riferimento alle classi energetiche e stabilisce il livello di consumo dell’immobile inserendolo in un’apposita classe di appartenenza. Ricordiamo che il vecchio ACE è stato sostituito dal nuovo APE (attestato prestazione energetica) di cui abbiamo già parlato nel post ‘addio ace arriva ape‘.

Ecco le specifiche delle diverse classi energetiche:

  • Casa passiva: < 15 kWh/mq anno
  • A: < 30 kWh/mq anno
  • B: < 50 kWh/mq anno
  • C: < 70 kWh/mq anno
  • D: < 90 kWh/mq anno
  • E: < 120 kWh/mq anno
  • F: < 160 kWh/mq anno
  • G: > 160 kWh/mq anno

La tabella indica il consumo, riferito ad un anno solare, delle varie classi energetiche delle abitazioni. Quindi una casa Classe F consuma oltre 5 volte più di una casa Classe A per metro quadrato, e più del doppio di una casa Classe C.

Per quantificarne la resa anche da un punto di vista economico, avendo una casa in classe A ha un consumo inferiore a 30 KWh/mq anno, significa che in Euro il consumo annuale sarà tra i 250€ e i 350€ per 100 mq di abitazione. Vantaggioso, no?

 

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