Il parcheggio ecologico è una bella alternativa alla classica spianata di cemento che troppo spesso vediamo nelle nostre città. Tiene conto del carico delle auto, delle temperature, degli agenti atmosferici e anche del fatto che le persone devono poter raggiungere l’auto comodamente anche se piove abbondantemente.

In linea di massima possiamo individuare due tipi di parcheggio ecologico: il prato armato e il parcheggio trattato con polimero.

Il prato armato è realizzato con delle griglie in plastica riciclata che permettono all’acqua di defluire senza creare pozze. La costruzione del parcheggio ecologico a prato armato è piuttosto intuitiva: si prepara il terreno livellandolo come si farebbe per un qualsiasi altro parcheggio, e si passa poi alla messa in opera delle griglie che devono essere posizionate a una determinata distanza in modo che l’acqua riesca a defluire correttamente tra cella e cella. Si passa poi al riempimento delle celle con materiali permeabili che faranno da base al prato. Sia il materiale di base che il tipo di vegetazione verranno scelti in base alla destinazione d’uso del parcheggio (carrabile, di sosta, pedonale, per bici ecc…). I progettisti non dimenticheranno di installare un impianto di irrigazione per fare in modo che il prato cresca rigoglioso. Ovviamente lo posizioneranno in modo che l’acqua non arrivi a schizzare le autovetture.

Il parcheggio trattato con polimero è all’occhio identico ad un parcheggio tradizionale. Il fondo viene preparato livellandolo e rullando con appositi macchinari in modo che risultati agevole per la stesura del materiale superiore. Una volta creato il sottofondo si passa alla stesura del materiale inerte che darà anche una colorazione particolare al parcheggio rendendolo il più possibile compatibile con l’ambiente circostante. Una volta steso l’inerte si passa al trattamento con polimero a base acrilica che fa da agente legante. Si tratta di un materiale completamente atossico, ecocompatibile e biodegradabile. Ma non è finita: a questo punto si rulla il terreno con lo scopo di compattarlo e rifinirlo. Risultato? Un parcheggio ecologico in tutto e per tutto simile al tradizionale, ma con una marcia in più: l’eco compatibilità.

 

Photo Credit

 

ARTICOLI CORRELATI: