I centri urbani, medi o grandi che siano, sono sempre più intasati di traffico e automobili: come adeguare, dunque, le nostre città ai ciclisti e ai pedoni? È possibile trovare un compromesso tra chi sceglie, per spostarsi, macchine e moto e chi, invece, preferisce girare a piedi o con la bicicletta?

Sicuramente sono tante le iniziative che i comuni italiani (e non solo) stanno sviluppando o che possono intraprendere per migliorare la situazione: se da un lato, infatti, si deve cercare di creare un numero sempre maggiore d’infrastrutture a misura d’uomo o spazi dedicati a chi predilige i mezzi alternativi, dall’altro non bisogna dimenticare anche la componente dell’educazione. Se la strada, infatti, è di tutti, è necessario imparare a seguire alcune regole di base per rispettare gli spazi comuni, andando a conoscere le norme della strada per evitare di mettere a rischio non solo la propria vita ma anche quella di chi si ritrova a transitare sullo stesso percorso.

Migliorare le infrastrutture

Purtroppo in molte città italiane le infrastrutture adeguate realizzate in particolar modo per i ciclisti mancano o sono insufficienti: questo comporta un pericolo non da poco, in quanto le biciclette si ritrovano costrette a circolare in mezzo alle automobili, con conseguenti problemi per entrambe le categorie di mezzi. Se da un lato le macchine che stanno ormai invadendo le nostre città, sono un pericolo e un disturbo concreto per chi ha scelto, per i propri spostamenti, metodi più eco sostenibili, dall’altro le biciclette se, non correttamente usate, rallentano il traffico e possono generare incidenti.

Sono numerosi gli esempi di città in cui le piste ciclabili sono assenti o coprono soltanto una parte dei principali snodi: ampliare questa rete, andando, almeno, a creare dei percorsi continui sulle vie più utilizzate è solo il primo passo verso una città più a misura d’uomo. Discorso analogo per i marciapiedi, che dovrebbero in ogni luogo essere più agevoli per tutte le persone, anche per quelle con problemi motori, in modo tale da garantire a tutti una maggiore sicurezza.

Anche quello di creare zone pedonali, percorsi esclusivamente dedicati alle biciclette e ai cittadini deve, inoltre, essere uno scopo da perseguire: in questo modo non solo migliorerà la circolazione, ma anche la città stessa, grazie a zone più vivibili e più vicine all’ambiente.

A tutto questo, ovviamente, si deve aggiungere una segnaletica chiara e, molto importante, un rispetto delle regole da parte di tutti.

Imparare e rispettare le regole

Ma riuscire a migliorare e potenziare le infrastrutture, costruendo nuove piste ciclabili, migliorando le vie pedonali e rimodernando alcune strade, però, non è sufficiente. Serve una maggiore educazione e rispetto delle regole da parte di tutti, non solo degli automobilisti, ma anche e soprattutto di pedoni e ciclisti. Sono, infatti, proprio questi ultimi a essere tra i più irresponsabili: sono molti i casi riportati di persone che, non seguendo le norme basilari della circolazione stradale, mettono a rischio non solo la propria vita, ma anche quella di chi incrocia il loro cammino.

Senza obbligo di patente e di targa sono, infatti, difficilmente riconoscibili in caso di effrazione e, proprio per questo, c’è chi sostiene di dover obbligare chiunque decida d’immettersi sulla strada a seguire almeno un corso sui pericoli, sulle regole e la segnaletica da rispettare.

Discorso analogo per i pedoni che dovrebbero, soprattutto per il loro bene, evitare mosse dettate da disattenzione e fretta: attraversare la strada fuori dalle strisce, in posti trafficati e senza prima controllare, è uno dei tanti pericoli da non sottovalutare.

In concreto

Che cosa si sta facendo, dunque, per trovare una soluzione alla questione e rendere, così, le città più a misura dei cittadini? Come si sta ridimensionando, in Italia e non solo, l’enorme spazio che, anno dopo anno, viene dato alle automobili? Sono molti i progetti e le nazioni che si stanno muovendo in tal senso e tanti sono gli esempi virtuosi che ci arrivano non solo dall’estero ma anche dal nostro Paese.

Proprio in occasione dell’Expo 2015 di Milano è stato, infatti, lanciato Vento, un progetto che vuole rendere ciclabile tutto il lungo Po: si tratta di un percorso, della lunghezza di 679 Km, che vorrebbe unire Torino con Venezia.

Ma altre esperienze positive, progetti che ci mostrano la possibilità di adeguare le nostre città a ciclisti e pedoni, ci arrivano anche da altre zone del mondo: ad esempio a Londra, dove è in atto una pianificazione sostenibile di alcune aree centrali, volte a rinnovare e migliorare l’ambiente grazie, tra le altre cose, a piste ciclabili, zone pedonali e giardini.

 

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